L’a.s.d.e c. CHIAROSCURO, ha tra i suoi obiettivi prioritari, quello di promuovere e divulgare attività in ambito educativo, riabilitativo e terapeutico. Si occupa quindi di metodologie e approcci connessi ai processi evolutivi e formativi dell’individuo, con particolare attenzione all’ambito psico-corporeo, attraverso attività di ricerca, di formazione e di documentazione. In questo quadro si inserisce la nostra proposta, “Il corpo nelle relazioni d’aiuto”. Il progetto è stato realizzato da Ugo Bertot, Psicomotricista Relazionale, Analista Corporeo della Relazione, formatore in psicomotricità già in diversi contesti formativi, quali la Scuola triennale di Psicomotricità di Alessandria, Provveditorato agli Studi di Torino, CIOFS di Cumiana, ecc. Questa proposta è stata riconosciuta e patrocinata, a suo tempo, dal Provveditorato agli Studi di Torino e dall’ASL 10. Ne presentiamo qui di seguito la struttura: “La conoscenza dell’altro – che è da tenersi distinta dal fatto di possedere delle nozioni sugli altri – non può essere che una funzione di se medesimi”. B. Bettelheim IL CORPO NELLE RELAZIONI D’AIUTO Breve itinerario psicomotorio per focalizzare la funzione di “ASCOLTO” e l’incidenza della COMUNICAZIONE NON VERBALE nelle relazioni educative, rieducative, terapeutiche. Per aiutare “l’altro” ad aprirsi progressivamente al mondo e a mettere in atto le sue strategie per viverlo e comprenderlo, è importante stabilire una relazione nella quale l’altro sente la FIDUCIA per potersi esprimere; una relazione nella quale si possono riconoscere: Congruenza fra comunicazione verbale e non verbale Dimensione del desiderio Accettazione del corpo definito da Lapierre come “sintesi di tutte le ambivalenze e di tutti i conflitti”; corpo quindi come mezzo d’espressione e di comunicazione della persona. METODOLOGIA L’educatore, l’insegnate, il terapista, esercitano la loro competenza professionale mediandola con la dimensione personale; il recupero di questa dimensione è una condizione imprescindibile per poter stabilire una relazione d’aiuto che non sia disturbata o comunque influenzata da interferenze “proiettive”. Per questo motivo la proposta vuole essere un momento formativo che, mirando all’integrazione tra sfera professionale e sfera personale, richiede il coinvolgimento attivo dei partecipanti. Il mezzo per fare questo è il GIOCO; il gioco libero e spontaneo, in una situazione “protetta” e senza giudizio. Il gioco come mezzo per sperimentare in relazioni simboliche, contenuti che diventano la base da cui partire per riflettere: A)sulle diverse strategie relazionali B)sui “rumori” che disturbano la relazione C)sulle possibilità di ricaduta in ambito professionale. Il percorso si sviluppa alternando due momenti: uno di attività pratica, che coinvolge direttamente i partecipanti attraverso una serie di proposte psicomotorie e uno di riflessione e confronto, per una rielaborazione dell’esperienza ai fini di una trasferibilità in ambito professionale. CONTENUTI Il percorso si propone di affrontare le seguenti tematiche: Ri-scoperta del piacere del movimento, del gioco libero e mediato dagli oggetti Ruolo del desiderio nella relazione “Ascolto” di sé e dell’altro nella relazione Sensibilizzazione ad alcuni canali della comunicazione non verbale. TEMPI Il progetto si sviluppa su un arco di tempo che varia dalle 25 alle 40 ore suddivise in segmenti di 3-4 ore ciascuno. La modalità del corso intensivo (4-6 giorni consecutivi più un incontro di riflessione a distanza di qualche settimana) è certamente la più proficua, ma non si escludono altri tipi di scansione che tengano conto delle esigenze contingenti. SPAZI Per lo svolgimento dell’attività è necessario uno spazio ampio, luminoso, con un pavimento caldo e non sdrucciolevole e sgombro da ostacoli che possano interferire col movimento libero e spontaneo.

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